Acqua e Sport: come aumentare la riserva alcalina dell’atleta

L’acqua costituisce il 40-60% della massa corporea. In condizioni normali di temperatura e a riposo un soggetto assume mediamente 2.5 litri di acqua il giorno, con le bevande oppure attraverso gli alimenti. In corso di intense attività sportive come il ciclismo e in condizioni ambientali che richiedono forte sudorazione, l’assunzione di acqua può aumentare fino addirittura a sei volte rispetto al normale. Pertanto, l’organismo umano quando è sottoposto ad uno sforzo fisico, tanto più se svolto in condizioni di temperatura e umidità ambientale elevate, attiva quei meccanismi (termoregolazione) in grado di indurre un’adeguata riduzione della temperatura corporea (termodispersione). Il meccanismo più efficace in tale senso è certamente l’evaporazione del sudore che, durante il lavoro muscolare, è prodotto in maniera più efficiente proprio per salvaguardare l’integrità dell’organismo e per garantire la massima capacità di prestazione atletica. In atleti impegnati in gare ciclistiche di rilevante intensità e durata (corse a tappe, classiche in linea sempre superiori ai 200 Km, oppure le gran fondo amatoriali) si possono verificare variazioni considerevoli del peso, fino a 4-5 Kg, in grandissima parte rappresentati dall’acqua persa per la sudorazione. Una carenza di acqua è mal tollerata dall’organismo,tra i pericoli della disidratazione sono rilevabili la riduzione dell’efficienza cardiovascolare, la diminuzione del flusso ematico cutaneo con aumento della temperatura interna, la riduzione del volume plasmatico e la conseguente alterazione della funzionalità renale. Proporzionalmente al grado di disidratazione si riduce la propria capacità di prestazione atletica: una perdita di acqua pari solo all’1% del peso corporeo può influire sul rendimento fisico, mentre una perdita del 2,5% del peso corporeo può determinare una riduzione fino al 35% della prestazione sportiva, perdite maggiori risultano particolarmente pericolose fino a mettere in serio rischio la vita. A contribuire ulteriormente alla comparsa di disturbi legati alla sudorazione concorrono anche le perdite dei minerali normalmente disciolti nel sudore, soprattutto sodio e cloro (NaCl, il comune sale da cucina) e in misura minore anche potassio e magnesio. Bisogna considerare inoltre che, durante l’attività fisica, nonostante venga assunta una congrua quantità di liquidi, gli atleti possono comunque andare incontro ad uno stato di parziale disidratazione in quanto la velocità con cui vengono persi i liquidi con il sudore può risultare decisamente superiore alle possibilità di assimilazione. Da ciò deriva la necessità che lo sportivo inizi a bere già prima dello svolgimento dell’attività fisica e continui a farlo anche nel corso della seduta di allenamento o gara e prosegua il reintegro idricominerale nel periodo successivo al termine della prestazione atletica. Nel corso di sforzi intensi e ripetuti anche durante gare ciclistiche, scatti in pianura e soprattutto in salita, frazioni a cronometro si verificano anche grosse modificazioni dell’equilibrio metabolico acido-base, soprattutto in conseguenza della produzione di acido lattico che fa si che il pH del sangue e del muscolo diminuisca potendo arrivare a livello ematico attorno a 7,0 ed a livello muscolare a circa 6,4. Questi valori appaiono veramente eccessivi quando si consideri che durante il riposo un pH ematico inferiore a 7,4 indica acidosi. Il mantenimento di un conveniente stato acido-base nell’ambiente interno viene conseguito mediante tre meccanismi fondamentali: 1) Nei liquidi corporei sono presenti sistemi di sostanze chimiche detti tamponi, queste sostanze reagiscono con gli acidi e con le basi per mantenere un appropriato equilibrio acido-base; 2) Il rene, in virtù di un sistema sensore, eliminerà urina che sarà o acida o basica, al fine di mantenere il giusto assetto acido-base dell’ambiente interno; 3) Il meccanismo respiratorio concorrerà a regolare l’equilibrio acido-base per mezzo del quantitativo di anidride carbonica da esso ritenuta od eliminata. Nel corpo, il quantitativo di ioni bicarbonato disponibile per il tamponamento viene detto riserva alcalina. È stato supposto da alcuni autori che l’assunzione di un certo quantitativo di bicarbonato, al fine di incrementare la riserva alcalina, possa prevenire l’insorgenza della fatica durante lavori o prestazioni atletiche pesanti e prolungate. Alcuni studi in effetti hanno dimostrato una aumentata capacità di tamponare l’acido lattico dopo assunzione di bicarbonato. In questo studio abbiamo voluto valutare come possa essere influenzata la riserva alcalina organica di un atleta assumendo con regolarità un’acqua bicarbonato alcalino terrosa come l’acqua di Uliveto che si è dimostrata utile in medicina sportiva per reintegrare la perdita di liquidi e ripristinare il normale assetto idroelettrolitico in quanto: è ricca di ioni sodio e cloro; è molto ricca di ioni bicarbonato, possedendo un’azione tamponante nei confronti dell’acidosi metabolica indotta dal lavoro muscolare; pur essendo ricca di sali è ipotonica rispetto al plasma. Abbiamo quindi cercato di valutare in modo semplice, non invasivo e con minime risorse a disposizione la riserva alcalina organica e la sua capacità di tamponare lo stato di acidosi metabolica indotta durante attività sportiva. Le più comuni indagini di laboratorio per individuare alterazioni dell’equilibrio acido-base sono le misurazioni del pH e della pC02 ematica, esami difficoltosi da eseguire ed invasivi, ma anche determinare campioni estemporanei di urina si può rilevare una metodica molto utile e di semplice esecuzione. Infatti sia nel caso di acidosi respiratoria che di acidosi metabolica, il rene risponde lentamente aumentando il riassorbimento dello ione bicarbonato a spese deUo ione cloruro. Se la concentrazione di ioni bicarbonato del plasma scende, più H+ compare nell’urina come acidità titolabile come NH4+. Pertanto quanto più lo ione bicarbonato del plasma diminuisce, tanto più acida e ricca di NH4+ diventa l’urina. Il pH dell’urina può variare fra 4,5 e 8 circa, nell’uomo, dipendendo dalla velocità dei relativi processi di secrezione acida, di produzione di NH4+ e di escrezione di bicarbonato.


Centro di Riferimento regionale per la Medicina Sportiva U.O. di Medicina e Traumatologia Sportiva USL2 Lucca prof. E. Castellacci – 2005

DOWNLOAD: uliveto-attivita-fisica-aumento-riserva-alcalina.pdf - 2.25 Mb


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